Francesco Starace, CEO di ENEL Group, viola l’accordo di Parigi 2015

“Alla Conferenza sul clima a Parigi nel 2015, 195 paesi, tra cui Cile e Italia, hanno firmato il primo accordo vincolante che stabilisce un piano d’azione globale per reagire con azioni al riscaldamento globale per mantenerlo al limito dei 2ºC. Ma la multinacionale ENEL sembra l’abbia ignorato per la sua centrale termoelettrica nella città di Coronel”, ha detto il senatore Alejandro Navarro, prima del suo viaggio a Roma tra l’11 e il 16 aprile per denunciare l’inquinamento in Cile.  

Il parlamentare ha detto che” l’accordo di Parigi riconosce l’importanza di evitare, minimizzare e affrontare i danni prodtti per gli effetti del cambiamento climatico, motivo per cui è stato concordato che i paesi sviluppati, come l’Italia, finanzieranno i paesi in sviluppo, come il Cile, con almeno 100.000 milioni di dollari all’anno a partire dal 2020, per la mitigazione e l’adattamento.”

“Allo stesso modo,” ha continuato, “l’Unione Europea ha deciso di adottare misure per ridurre le emissioni di almeno il 40% entro il 2030.”

            “Ma niente di questo sembra importare al CEO di Enel Group, Francesco Starace, perché anche se ha ricevuto premi e si ha incontrato pubblicamente con i leader ambientali, la realtà è che la sua azienda è la protagonista di una catastrofe nella città di Coronel, nella Regione di Biobío del Cile “, ha aggiunto.

Navarro ha ricordato: “il Complesso Termoelettrico Bocamina 1 e 2 di Coronel, proprietà di ENEL Group, ha generato una serie di impatti sull’ambiente e sulla salute delle persone che vivono nella città, influenzando per decenni la qualità di vita e il benessere dei suoi 116.000 abitanti”.

            “Le indagini del Ministero della Salute e della Polizia Investigativa del Cile hanno confermato la presenza di metalli pesanti sia nell’ambiente come nelle persone, con la situazione più estrema che colpisce migliaia di bambini che hanno livelli pericolosi di mercurio, piombo, vanadio, arsenico e altri metalli pesanti nel suo sangue”, ha aggiunto.

            “Per peggiorare le cose,” continuò, “la chiusura di Bocamina è prevista solo nel 2052, cioè in 33 anni!”

“Denuncieremo questa situazione alle autorità italiane e all’Unione europea, e spero che Francesco Starace comprenda che il Gruppo ENEL non può continuare a inquinare un’intera città in questo modo, violando in modo terribile in Cile l’Accordo sul clima di Parigi 2015, e convertendo Coronel in una zona di sacrificio” finisce il senatore Alejandro Navarro.

SENATORE ALEJANDRO NAVARRO

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